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Dalla genuina tradizione famigliare, passando per Alajmo

fino a PAZZI Della SCENA

Lo chef Massimiliano Piga nella cucina di “Pazzi della Scena” si ispira ai ricordi di una vita trascorsa tra Veneto e Sardegna. E’ infatti nelle cucine dei nonni che ha imparato a selezionare ogni singolo ingrediente che poi entrerà nella sua cucina: la nonna, di Chioggia, aveva un banco di ortaggi nel cuore del mercato, dove odori e sapori erano protagonisti della scena, dove i pescatori attraccavano all’alba sulla riva di fronte e le osterie vicine preparavano “al salto” ciò che i banchetti del mercato fornivano; e il nonno, sardo, gli fa conoscere le pietanze tradizionali sarde come i formaggi, i capretti allevati da lui, il pesce appena pescato.

Tutti ricordi che riaffiorano nella preparazione dei suoi piatti; nel menù non mancano infatti pietanze di crudo, la rivisitazione della supa cuatta, che faceva la nonna o del brodo d’agnello con pane raffermo che diventa una specie di lasagna.
alla base del suo lavoro ci sono la gioia e la passione unite al desiderio di preparare del buon cibo che possa essere apprezzato da tutti: il piacere del convivio.

Lo Chef Massimiliano, Max per gli amici, nel suo percorso formativo ha lavorato in ristoranti rinomati e riconosciuti tra cui la cordata di Alajmo che, come dice lui stesso, è l’esperienza che più lo ha arrichito: “ho potuto affiancare l’artista all’opera e vedere come l’idea, l’estro e l’arte propri di una persona si materializzassero in un piatto”.

Da qui alla voglia di sperimentare e reinterpretare lui stesso i piatti della tradizione, il passo è stato breve, seppur impegnativo, ma ricco di soddisfazioni e riconoscimenti che lo hanno messo di fronte a una nuova sfida: aprire “Pazzi della Scena”.

L’invenzione di questo nome è avvenuta per merito di suo figlio Gabriele che ha definito così un gruppo di bulli della scuola di cui lui e altri ragazzi erano vittime.

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